Trapianto di capelli

Trapianto di capelli

Rappresenta oggi la soluzione definitiva, l’unica che permetta di recuperare i propri capelli perduti.

Rappresenta oggi la soluzione definitiva, l’unica che permetta di recuperare i propri capelli perduti.


Con l’introduzione delle unità follicolari (FU) e grazie ai microscopi stereoscopici, i risultati sono di grande soddisfazione e l’infoltimento naturale che si può ottenere consente di rimediare a qualunque tipo di diradamento. Dal 2005 siamo gli unici in Europa ad utilizzare anche dei nuovi microscopi operatori (Varioscope m5) che ci consentono di ottenere infoltimenti con una densità mai raggiunta finora.

Tecnica FUT

La tecnica principalmente utilizzata è la FUT (conosciuta anche come STRIP), che ci permette di prelevare e trapiantare in tutta sicurezza un numero molto elevato di follicoli per seduta.

Tecnica FUE

La FUE (Follicular Unit Excision) è una tecnica alternativa che impieghiamo nelle nostre cliniche meno frequentemente, perché risulta ancora limitata rispetto alla strip in termini di qualità e quantità di follicoli trapiantati. Inoltre necessita che vengano rasate le aree posteriori e laterali del capo, condizione inaccettabile per un certo numero di pazienti. Tuttavia quando riteniamo che le caratteristiche dei follicoli della zona donatrice siano idonee, utilizziamo con successo anche la FUE, spesso in combinazione con la strip (FUT).

L'intervento

Per la ricostruzione della linea fronto-temporale utilizziamo esclusivamente singoli follicoli, che vengono inseriti il più densamente possibile proprio grazie all’uso di sofisticati microscopi operatori. Se il paziente recupera una hairline molto naturale potrà davvero contare su un significativo miglioramento dell’immagine. Il nostro orientamento è quello di offrire a tutti i nostri pazienti gli standard più elevati di risultati e di sicurezza e per questo operiamo solo in strutture di adeguato livello. Da ottobre 2010 siamo in grado di estrarre dal tessuto adiposo nucale (quando è presente in quantità sufficiente) una sospensione cellulare che oltre a contenere un buon numero di cellule staminali mesenchimali, è ricca di adipociti immaturi, periciti e fattori bio-attivi, che favoriscono la mitogenesi delle cellule del Bulge. Questa sospensione, ricavata per frammentazione meccanica e microfiltrazione del tessuto adiposo nucale (che un tempo veniva scartato) ed applicata sulla zona del trapianto, può migliorare sensibilmente tutte le fasi della cicatrizzazione e della rigenerazione cellulare ed il suo impiego rappresenta un complemento indispensabile all’intervento. Nella stessa seduta, sempre per favorire la cicatrizzazione e l’attecchimento delle FUs, possiamo anche applicare sulla superficie del trapianto una soluzione concentrata di piastrine arricchite (PRP), che possiamo ottenere grazie alla presenza nella clinica di una biologa del reparto ematologico del laboratorio d’analisi. I nostri risultati confermano che l’esperienza dello specialista e della sua équipe giocano un ruolo cruciale per il successo dell’autotrapianto, così come l’ambiente clinico e la sicurezza in cui si svolge.

[ Video ]

L'intervento


L'autotrapianto avviene tutto in anestesia locale e dura 3-4 ore.

[ Trapianto di capelli ]

Per le donne


Durante una delle mie prime esperienze negli Stati Uniti ero stato ospite per un mese presso le cliniche dermatologiche del Dr. George Faber a New Orleans. Il Dr. Faber era un dermatologo molto esperto e famoso e si occupava da anni di autotrapianti in particolare in una delle sue cliniche, quella del sobborgo di Kenner, dove rappresentava l’attrazione degli abitanti perché si spostava con una rara e splendida Excalibur bianca. Stavo entrando in clinica una mattina quando incrociai una signogra in lacrime. Chiesi a George cosa fosse successo e lui mi raccontò che la signora si era recata in clinica perchè voleva sottoporsi ad un autotrapianto. Alla sua risposta negativa era scoppiata a piangere e se ne era andata senza nemmeno salutarlo. George mi disse che la paziente lo avrebbe odiato per tutta la vita, ma, aggiunse, mi avrebbe odiato ugualmente se le avessi fatto il trapianto. Questa è un po’ la morale dell’autotrapianto nella calvizie femminile.


Ad oggi la perdita dei capelli nella donna rappresenta uno dei problemi più difficili da risolvere perchè:

  1. non sempre si tratta di Alopecia Androgenetica come quella che insorge nell’uomo ma spesso intervengono altri fattori ormonali, infiammatori e metabolici a complicare il problema
  2. rispetto all’uomo le indicazioni ed i risultati dell’autotrapianto assumono caratteristiche diverse, sia per la localizzazione del diradamento, sia per il decorso post operatorio.

Solitamente il diradamento interessa solo la zona centrale del capo e risparmia la zona fronto-temporale ed il vertex. A meno che non sia molto avanti con gli anni, difficilmente capita di vedere una paziente con una zona completamente priva di capelli.

Anche perché questa eventualità non sarebbe mai accettata dalla paziente che si sentirebbe obbligata ad intervenire prima. Pertanto quando si interviene chirurgicamente si tratta di un infoltimento di una zona diradata e non di una vera e propria ricostruzione di un’area calva. Tutto questo comporta una serie di premesse e conseguenze che devono essere attentamente valutate.

Nell'area diradata sono sempre presenti un certo numero di capelli non ancora caduti ma interessati dal fenomeno di miniaturizzazione, quindi più piccoli ed esteticamente poco importanti. Tuttavia permettono di evitare l’effetto di “Pelata”.

Praticando migliaia di microincisioni in quest’area è inevitabile danneggaire una buana parte dei follicoli distrofici, mentre un’altra parte subirà un effetto traumatico (Shock Loss) che indurrà questi capelli ad entrare in fase telogen e quindi a cadere. Questo significa che la paziente si troverà a gestire nei 6-8 mesi successivi all’intervento una situazione peggiore di quella che aveva prima dell’autotrapianto.

Alcune pazienti ricorrono in questa fase a bandane od alla polverina coprente per mascherare il diradamento. Il quadro che abbiamo descritto è forse troppo pessimistico, ma nel caso di autotrapianto nella calvizie femminile occorre essere sempre molto realisti per evitare poi inutili equivoci e delusioni.

Detto questo occorre ricordare che secondo un inchiesta dell’ISHRS, la più accreditata associazione mondiale di specialisti di trapianti di capelli, in USA ed anche in Europa l’impiego dell’autotrapianto nella calvizie femminile è aumentato sensibilmente (più del 19%) nel corso degli ultimi anni. Molte pazienti hanno affiancato all’intervento l’uso di Finasteride, in molti casi con successo.


Nelle nostre cliniche pratichiamo il trapianto di capelli solo nei casi in cui la paziente presenti un diradamento circoscritto alla zona centrale del capo ed abbia una zona donatrice con una densità ed una quantià di follicoli molto buona.