News from Dubai 2018

Durante l’ultimo World Live Surgery Workshop organizzato dall’ISHRS e svoltosi dall’8 al 10 marzo 2018 presso l’American Academy of Cosmetic Surgery Hospital di Dubai, sono state presentate alcune delle tecniche più attuali in fatto di autotrapianto.

Come molti sapranno esistono due tecniche, la FUT e la FUE, ciascuna delle quali ha i suoi sostenitori e detrattori ed ad ognuna delle quali corrisponde una diversa filosofia. Per la FUT o Strip, che comporta la rimozione di una striscia di cute dalla nuca, non ci sono novità importanti e la scelta delle varie suture o di scollare o no il derma dipende dall’esperienza individuale di ciascun chirurgo. Conviene sempre utilizzare la tricophytic closure per ottenere cicatrici praticamente invisibili. Per la FUE più che vere novità vengono proposte infinite variazioni sul tema, anche perchè questa tecnica si presta ad ogni sorta di speculazione. Infatti a seconda che il prelievo venga effettuato manualmente, o con un trapano elettrico oppure con un robot, ogni casa di apparecchiature chirurgiche propone modelli sempre più nuovi, anche se quasi sempre i miglioramenti sono solo virtuali. Lo scopo finale rimane quello di ottenere Unità Follicolari (FU) il più possibile integre, senza danneggiare i follicoli. La qualità delle FU, qualunque sia il metodo usato, rimane tutt’ora sempre inferiore a quella che si ottiene utilizzando i microscopi stereoscopici nella Strip. Per inserire le FU i metodi sono gli stessi in entrambe le tecniche. Qualcuno, specie i colleghi asiatici, predilige ancora usare gli implanters, la cui utilità é peraltro discutibile. In questa fase dell’intervento non credo sarà mai possibile usufruire (purtroppo) di un robot, almeno in tempi brevi. La manualità e precisione delle technicians sono per ora insostituibili.

Think About It

Un collega turco mi ha confermato che a Istanbul gli oltre 300 centri di trapianti, legali o illegali che siano, propongono ormai interventi FUE di “almeno” 4.000 FU. In quest’ottica bisogna prendere atto di una “Letter to the Editor” apparsa nel Forum dell’ISHRS di Febbraio 2018, dove il Dr. Alan Feller, uno dei primi e più autorevoli sostenitori della tecnica FUE fin dal 2002 a New York, ammette che i grafts della FUE crescono meno bene di quelli ottenuti con la STRIP (per l’inevitabile trauma connesso alla loro rimozione) e che prelievi oltre i 500 grafts provocano una consistente reazione cicatriziale fibrotica della donor area, che di fatto compromette un’ulteriore prelievo. Ritiene che dal 2003 ad oggi non ci siano stati significativi miglioramenti nella tecnica FUE e che le cosiddette FUE-only clinics siano responsabili dei peggiori risultati nella storia degli autotrapianti, paragonabili soltanto a quelli dei tempi lontani legati al famoso “effetto bambola”. Il Dr Feller si chiede come sia possibile che molti medici, pur conoscendo bene tutti questi fatti, siano quasi reticenti nel diffondere tali informazioni. Siamo forse di fronte ad una mafia della FUE?

 

 

 
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