FAQs


Presentiamo in questa sezione alcune domande frequenti e le relative risposte su alcune tematiche di approfondimento. Per ulteriori informazioni o chiarimenti non esitare a contattarci.

Com’è possibile che in Turchia gli interventi di autotrapianto abbiano dei prezzi così bassi rispetto a quelli praticati in Europa?

In un report del  Dr Tayfun Oguzoglu ( uno dei promotori della tecnica FUE in Turchia) inviato in agosto 2017 all’ISHRS,la situazione in Turchia viene così presentata: nella sola Istanbul operano più di 300 (trecento) centri che propongono la FUE,ma soltanto una ventina di questi sono gestiti da medici.

In tutti gli altri centri  gli interventi vengono eseguiti da persone senza nessuna qualifica medica e naturalmente  senza  il permesso delle autorità  sanitarie.

Il Dr Oguzoglu si chiede come mai questo possa succedere,ma dimentica di dirci che il governo turco, grazie a questo turismo sanitario, ha ricevuto introiti  insperati e,dopo il picco negativo di afflusso di turisti per i recenti attentati, chiude volentieri  un occhio sulla idoneità di tali centri.
Tanto che é anche prevista una agevolazione fiscale per gli operatori sanitari che gestiscono le cliniche FUE, cosa di cui il Dr Oguzoglu avrà sicuramente beneficiato.

Perché i  “turisti” ( da 500 a 1.000 ogni giorno) che  arrivano ad Istanbul e si sottopongono alla FUE,hanno in realtà fatto aumentare il bilancio commerciale turco di molte centinaia di milioni di Euro.
Il Dr. Oguzoglu é particolarmente preoccupato ed imbarazzato perché  in questa battaglia di prezzi al ribasso alcuni colleghi sono arrivati a proporre trapianti di addirittura 12.000 grafts in una sola seduta e sempre a costi molto ridotti.Naturalmente si tratta per lo più di cifre fantasiose e non realistiche, della serie ( cara ai Legnanesi ) di “Chi vusa  pusè... la vacca l'è sua “.

Tutto questo non ha fatto altro che declassare la FUE ad intervento“paramedico”,maturando in molti la convinzione che sia estremamente facile,praticabile dal principio alla fine da personale non medico e magari nel retrobottega di un negozio da parrucchiere.

Ricordiamo che in Europa é severamente vietato ad un assistente praticare incisioni sulla cute di un paziente.I prezzi così bassi in Turchia sono giustificati,tra l’altro,dai costi ridotti del personale,degli affitti delle strutture e della vita in generale.
Molti medici titolari di questi centri sono disposti ad elargire 1.000 Euro ai loro “agenti” italiani (spesso ex pazienti disoccupati trasformatisi in “cacciatori di teste”) che portano loro un paziente.

Significa che si accontentano di guadagnare 3-400 Euro per ogni intervento.
Si tratta proprio di una guerra fra poveri.

Che differenza c’é fra la tecnica FUE e la FUT ( o STRIP)?

La FUT o STRIP consiste nel prelevare una striscia di cute dalla regione della nuca (dove i capelli non hanno i recettori per il DHT ) e dividerla al microscopio stereoscopico in migliaia di follicoli,singoli o a gruppi di 2 o 3,chiamati FU (Follicular Unit). Deve essere effettuata da specialisti con un buon background chirurgico ed in ambienti clinici adeguatamente attrezzati. La FUE (Follicular Unit Extraction,ma oggi Extraction é stata corretta in Excision ) prevede la rimozione di tante singole FU (Unità Follicolari) con un piccolo bisturi circolare.La sua esecuzione non comporta in teoria una sala chirurgica come la FUT e la rimozione dei follicoli non é particolarmente difficile,tanto che viene eseguita da personale non medico o da un robot.

Ci sono alcune convinzioni  che andrebbero valutate con attenzione:

 1) La tecnica FUE è la più moderna e rappresenta la prima scelta per il trattamento dell’alopecia androgenetica:

In realtà per molti medici la FUE rappresenta l’unica opzione come tecnica  di trapianto. dal momento che  la maggior parte di loro non é in grado di effettuare la FUT ( o Strip), per mancanza di una preparazione chirurgica specifica e di un ambiente ed attrezzature cliniche adeguate.Oltretutto non potrebbero delegare alle assistenti l’esecuzione di questo intervento. Ricordiamo tra l’altro che se l’assistente non é medico NON può assolutamente  incidere la cute per prelevare le FU nè tantomeno praticare tutte le incisioni per inserirle.Tutti i centri turchi sarebbero dunque fuorilegge in Europa.Ma dovrebbero esserlo anche in Turchia…

2) Con la FUE il numero di grafts trapiantati é sempre più alto di quelli che si ottengono con la FUT:

Quando con la tecnica FUE si tenta di prelevare più di 4-5.000 gafts in una sola sessione.si rischia di  saccheggiare l’area donatrice in modo indiscriminato e quindi di pregiudicare un secondo intervento. Il paziente é ignaro di questo fatto e più follicoli gli vengono promessi di trapiantare,più é felice. E’ comodo fare un prelievo esagerato,tanto i capelli sono un materiale che non costa niente all’operatore…Ma molti follicoli restano danneggiati e vengono trapiantati così come sono senza essere controllati ad uno ad uno al microscopio.Con il risultato che non c’é ricrescita.La transection rate in certi casi può superare il  30%.Quindi si depaupera inutilmente la donor area.

Nella FUT normalmente si possono prelevare e trapiantare  da 1.000 a  3.000 follicoli, perché la superficie dell’area donatrice é ovviamente inferiore a quella dove viene praticata la FUE.Ma tutti i follicoli presenti nella strip vengono completamente  utilizzati.La sezione di ogni Unità follicolare viene eseguita con estrema precisione  “in vitro” da assistenti comodamente sedute davanti ad un microscopio stereoscopico e non appollaiate “in vivo” per ore ed ore  sulla testa del paziente,come nella FUE.

3) La FUE é adatta a qualunque paziente:

Un paziente giovane che comunque intende rasarsi  sempre a zero, dovrebbe  orientarsi verso la FUE. (Se poi ha risorse limitate può sempre andare in Turchia,anche in autobus). A un soggetto con una zona donatrice elastica e folta e che vuole recuperare la propria immagine lasciandosi crescere i capelli ( e non é disponibile a farsi rasare i capelli di tutta la zona posteriore) consiglio un intervento di FUT. In una bella clinica,con sale chirurgiche super attrezzate e sempre in presenza di anestesisti ( e di assistenti preparate e simpatiche).

La FUE poi  é assolutamente improponibile alle pazienti femminili, a meno di non costringerle a  restare barricate in casa per qualche mese (e a farmi mandare al diavolo).

Ricordiamo infatti che per praticare la FUE occorre rasare tutta la zona donatrice.

4) La FUE  è meno invasiva della  FUT

Proprio per evitare certi equivoci, l’Associazione di Trapianti di capelli (ISHRS)  più importante al mondo ha proposto di correggere la E di FUE da Extraction a Excision.Infatti qualche centro presentava la FUE come tecnica non chirurgica,in cui i follicoli venivano letteralmente “aspirati” …In realtà occorre incidere ( e come ! ) per prelevare i follicoli e,se si tratta di interventi di 3-4.000 FU, occorre preventivare 3-4.000 incisioni del cuoio capelluto,alle quali ne seguiranno altrettante per inserire i follicoli nelle zone da infoltire.

Quindi non parliamo più  di tecnica “poco invasiva”….

Quando la donor area é molto elastica e folta é assolutamente consigliabile utilizzare la STRIP.Se é eseguita da una équipe esperta ed affiatata ed in un ambiente clinico adeguato i risultati sono eccellenti ed il paziente dopo  due o tre  giorni se ne può ritornare tranquillamente  a contatto con il pubblico.Anche senza cappello, quando  può coprire le croste almeno parzialmente con i capelli rimasti.Se proprio dovessero servire ulteriori grafts,allora si possono prelevare con la FUE  dalle regioni laterali del capo,rasando solo delle  strisce per lasciare abbastanza capelli che possano coprire le croste.

Con quella che si definisce una tecnica combinata.

Sono utili i trattamenti con PRP e altre tecniche simili?

La tecnica PRP consiste nell’utilizzare il plasma ricco di piastrine, un concentrato di fattori di crescita ricavati dal proprio sangue che dovrebbero stimolare le cellule staminali e quindi la ricrescita dei follicoli.I trattamenti con PRP  sono ormai proposti ad ogni angolo, con sigle estremamente fantasiose ma sempre  prive di un  serio riscontro clinico.Sono totalmente inutili per combattere le cause dell’alopecia androgenetica,cioè la causa più comune della calvizie.Possono certamente migliorare il trofismo dei capelli,ma sempre per un periodo di tempo estremamente limitato.

Dal 2010 utilizziamo una tecnica per estrarre le cellule staminali mesenchimali dal tessuto adiposo nucale (che di solito viene scartato) attraverso frammentazione meccanica e microfiltrazione con speciali apparecchiature.La applichiamo sempre senza costi aggiuntivi   in tutti i nostri interventi perchè siamo convinti che possa migliorare tutte le fasi dei processi di cicatrizzazione ed anche l’attecchimento dei nuovi follicoli.Ma ce ne guardiamo bene dal proporre le cellule staminali mesenchimali al di fuori dell’intervento,perchè siamo consapevoli che la loro efficacia sarebbe limitata a pochi giorni.Proprio come tutte le tecniche PRP ed affini.

Che durata hanno i capelli trapiantati ? Qualcuno dice che dopo qualche anno cadono.

In caso di calvizie androgenetica i capelli delle zone posteriori e laterali del capo non risentono dei fattori che provocano la caduta di quelli delle zone fronto temporali,centrali e del vertex.Infatti si vedono spesso soggetti con una calvizie di grado estremo che hanno perfettamente conservato i capelli della nuca e delle zone laterali.Quando questi capelli vengono trapiantati,conservano lo stesso colore,robustezza,velocità di crescita ed immunità alla calvizie di quelli della zona donatrice. Ma,come tutti i nostri tessuti,é inevitabile che col tempo possano invecchiare, diventare più sottili,grigi e crescere più lentamente.

Esistono terapie efficaci contro la calvizie androgenetica?

Essendo di origine genetica,da questa forma di calvizie non si potrà mai guarire,come il diabete,e sarà necessario curarla per sempre.A meno che un domani non si possano utilizzare le terapie geniche.

Questa premessa é indispensabile per comprendere quanto sia difficile il trattamento farmacologico della calvizie e quanto possano essere inutili tutte le lozioni,shampoo e altre amenità che vengono proposte per arrestare la caduta dei capelli.

L’unico farmaco ad oggi conosciuto  in grado di contrastare l’azione del DHT,l’ormone responsabile della calvizie androgenetica e dell’ipertrofia prostatica,é la Finasteride.Di questo farmaco si conosce perfettamente l’attività farmacologica,a differenza per esempio di un altro prodotto,peraltro meno efficace,il minoxidil,utilizzato in origine  per regolare la pressione arteriosa.La Finasteride,ormai disponibile da quasi vent’anni,appare oggi un pò demonizzata  per gli effetti collaterali che il suo uso prolungato può fare insorgere,tanto che é sorta una Post-Finasteride Syndrome Foundation per la ricerca dei problemi correlati all’uso di tale farmaco.Dietro questi due farmaci esiste una galassia di infiniti prodotti,siano essi shampoo,lozioni,integratori,pettini laser,ecc.,la cui efficacia é pari a zero o quasi.

Soltanto che martellanti campagne pubblicitarie riescono a convincere della loro efficacia i milioni di italiani che stanno perdendo i capelli.Chi perde i capelli,diceva un mio paziente,perde anche il senno e diventa  poi facile preda delle trappole tese dai centri anticalvizie.Costoro hanno ormai imparato ad utilizzare termini quasi scientifici,come protocollo terapeutico,miniaturizzazione,ecc. per convincere i malcapitati clienti ad acquistare i loro “pacchetti” a 360°. Che comprendono anche “infoltimenti non chirurgici” (leggasi parrucchini).

Insomma non c’é da stare tranquilli e poco importa se é stato scoperto negli antichi papiri egizi che anche i faraoni calvi si lasciavano convincere dai ciarlatani di 4.000 anni fa ad usare lozioni a base di sterco  di cammello,urina di topo e di  altre sostanze, oggi purtroppo sconosciute.Magari quelle lozioni erano davvero efficaci…

Perché la tecnica FUE é diventata così popolare?

La FUE consiste nel prelevare i follicoli  mediante incisioni del cuoio capelluto con dei bisturi circolari.Questa tecnica non é poi tanto nuova,visto che era quella che veniva impiegata quasi settanta anni fa in America.

La differenza sta nel diametro  dei bisturi circolari utilizzati,allora di 4 o 5 mm,adesso di  più o meno 1mm.Il problema maggiore di allora era  “l’effetto bambola”, provocato da ciuffetti di capelli assolutamente antiestetici.Il problema maggiore di adesso é che usando dei bisturi circolari molto piccoli si possono realmente danneggiare i follicoli mentre vengono prelevati.In termini pratici la FUE rappresenta una tecnica più grossolana della FUT: infatti risulta pressoché impossibile sezionare direttamente sulla testa del paziente delle perfette Unità follicolari che nella FUT vengono invece ricavate al microscopio da una striscia di cute.

La FUE non comporta un’esperienza ed un’attrezzatura chirurgica particolare e risulta quindi più facile da praticare.Infatti  può anche venire impiegata da persone senza nessuna qualifica medica,come é stato recentemente scoperto dai NAS in un centro vicino a Milano. La fortuna della FUE é legata alla falsa  convinzione che sia un intervento non invasivo e che non lascia cicatrici.

Qualcuno poi ha fatto credere che i follicoli vengano “aspirati” senza praticamente incidere la cute.Così sono sorti anche un pò dovunque  i cosiddetti centri “only FUE”,che si vogliono proporre proprio perché praticano sempre ed esclusivamente questa tecnica.( In realtà perchè nessuno di loro ha la minima esperienza di FUT.)

Il Dr Alan Feller,uno degli specialisti americani che da più tempo utilizza la FUE,ha dichiarato recentemente (Forum di ISHRS,….) che con questa tecnica la rimozione dei follicoli é troppo “brutale” e che i centri “only FUE” hanno provocato danni paragonabili solo a quelli del famigerato “effetto bambola” dei primi trapianti.

Nella puntata del 9 Maggio 2017 di un popolare talk show americano, The Dr Oz Show,gli autotrapianti sono stati presentati inspiegabilmente come un intervento di serie B, e la FUE come un intervento “paramedico”.

Esiste la possibilità che i capelli trapiantati non ricrescano? Perché qualcuno parla di fattore “X”?

Verso il finire degli anni ‘80 alcuni specialisti,tra cui O’Tar Norwood, introdussero il termine “X-factor” per definire quei casi inspiegabili in cui l’intervento aveva dato risultati scarsi o nulli. Infatti in circa l’1 % dei trapianti era stata segnalata una minima ricrescita dei grafts (allora di 4mm di diametro) anche se la tecnica utilizzata era sempre la stessa e non esistevano condizioni che potessero indurre a sospettare un tale insuccesso. Al riguardo sono stati fatti vari studi e proposte diverse teorie,tra cui le più consistenti attribuivano la scarsa ricrescita ad un danno traumatico dei follicoli al momento della preparazione dei grafts o della loro inserzione oppure ad una carente ossigenazione della zona ricevente.

Più recentemente è stato proposto il termine “H-factor” per definire in particolare tutti quei fattori connessi alle tecniche dell’intervento e che possono influenzare in modo negativo il risultato. Il principale è sicuramente costituito dal “fattore umano”, che si attua attraverso un danno,spesso involontario e invisibile, alle strutture del follicolo per una esagerata pressione della punta delle micropinze durante la fase di inserzione oppure per una prolungata permanenza delle Unità Follicolari (FU) fuori dal loro mezzo di conservazione.

Ma anche un eccessivo protrarsi del tempo dell’intervento,con conseguente  affaticamento dell’équipe,può portare ad una perdita della necessaria concentrazione e della cura nell’inserire le FU. Un altro fattore è rappresentato da una condizione di ischemia consecutiva al “dense packing” (una concentrazione esagerata di incisioni per cm/2 ).

Pertanto allo stato attuale si ha la convinzione che,agli effetti di un buon risultato, sia molto più importante come si maneggiano le FU piuttosto di quante se ne impiantano e quindi non conta tanto quanti capelli si possono inserire ma quanti ne ricresceranno!

E’ giusto consigliare l’autotrapianto ad un giovane di vent’anni con una calvizie III-IV grado Norwood?

L’orientamento di fronte ad un giovane con una calvizie in evoluzione è cambiato profondamente da quando è disponibile la finasteride. Se dopo avere intrapreso un trattamento con questo farmaco si ha la certezza che la caduta si sia stabilizzata ed esiste una buona zona donatrice,non mi sembra logico dire a questo giovane di aspettare altri dieci anni prima di infoltire la sua zona fronto-temporale e post-hairline,come sostiene di fare qualche collega americano. Ad un ventenne un po’ di capelli in più servono subito e se,dopo avere valutato con attenzione il caso,esistono le condizioni favorevoli per un buon risultato,mi sembra logico sottoporlo ad un intervento. Anche perché in caso contrario non è improbabile che si possa indirizzare verso i capelli artificiali o una parrucca.

Naturalmente un giovane con un III-IV grado Norwood che entra in clinica con in mano una foto di quando aveva 14 anni e con la speranza di recuperare l’attaccatura da adolescente, non sarà mai considerato un candidato idoneo per l’autotrapianto.

Lei esegue gli interventi di autotrapianto esclusivamente in cliniche molto attrezzate. Esiste qualche motivo particolare alla base di tale scelta?

Per chi non ha mai avuto esperienze in passato,il primo impatto con un’atmosfera asettica e forse un po’ fredda come quello di una clinica può incutere una sorta di preoccupazione. Tuttavia il paziente si rende presto conto che l’ambiente è molto amichevole e viene rassicurato dall’efficienza di tutta l’équipe.

La presenza continua di anestesisti,un monitoraggio costante ed una struttura con tutti i mezzi per fronteggiare qualunque evenienza costituiscono elementi di sicurezza che un normale studio medico non potrà mai offrire. Un altro innegabile vantaggio è poi rappresentato dalla possibilità di restare in clinica per una notte. Per quanto non risulti necessaria un’assistenza medica vera e propria,non appare conveniente “parcheggiare” il paziente in qualche albergo dopo l’autotrapianto. Anche se tutto l’intervento avviene in anestesia locale,ritengo che la prudenza in questi casi non sia mai eccessiva,specie da quando gli autotrapianti possono durare svariate ore. Qualcuno mi ha riferito che in alcuni centri americani viene permesso al paziente di fare una “pausa pranzo” durante la quale può mangiare liberamente quanto vuole. Da noi gli anestesisti fanno già una faccia perplessa quando sentono che il paziente ha preso un caffè-latte un paio d’ore prima. Non oso immaginare la loro espressione se qualcuno chiedesse se può avere un piatto di pastasciutta nel bel mezzo del trapianto.

Tuttavia alcuni specialisti affermano di aver trapiantato oltre 7000 FU in un’unica seduta e di aver così battuto ogni record.

Se a me ed a tutti i miei assistenti venisse un giorno l’improbabile raptus di conquistare un nuovo record, probabilmente con infinita pazienza riusciremmo anche nell’impresa,ma finiremmo,se tutto va bene, nel cuore della notte e con un terribile mal di testa,paziente compreso. Sono certo che tutto questo non avrebbe alcun riscontro pratico ma solo un intento puramente pubblicitario. Al di là del fatto che non riteniamo eticamente corretto obbligare qualcuno a stare su un lettino operatorio per oltre 15 ore soltanto per battere un record.

Di fronte a certi proclami,l’unica cosa che mi viene in mente è un proverbio ( che é anche il titolo di una bella commedia) in dialetto lombardo: “Chi vusa pusè, la vacca l’é sua “.

Richiedi informazioni


Per domande e chiarimenti non esitare a contattarci, saremo felici di rispondere ai tuoi quesiti.

1. Seleziona la struttura

2. Seleziona il servizio

3. Dati personali e note

Contatti

Svizzera

Villa Sassa

Un ambiente speciale dove la natura e un team di professionisti si prenderanno cura di voi.

Indirizzo: DOT Med - Medical Department Via Tesserete 10 - 6900 LUGANO - Switzerland
Telefono: +41 (0)79 332 2409
E-mail: info@lavezzari.ch

Italia

Le Betulle

Casa di Cura privata ad indirizzo polispecialistico, ubicata nel comune di Appiano Gentile,  dotata di tre sale operatorie dove vengono svolte differenti tipologie di interventi, tra cui anche l’Autotrapianto.

Indirizzo: Via Italia, 36 22070 Appiano Gentile (CO)
Telefono: +41 79 471 0331
Mobile: +39 335 612 9428
E-mail: info@lavezzari.it

 
© 2018 - Dr. Emilio Lavezzari - All rights reserved - Web Design by WebinWord
logo logo logo